Negli ultimi anni la Quercetina è diventata uno dei flavonoidi più conosciuti nel mondo dell'integrazione alimentare. Presente naturalmente in numerosi alimenti di origine vegetale, è una sostanza che continua a suscitare interesse per la sua origine botanica e per il ruolo che ricopre all'interno del mondo vegetale.
Ma cosa sappiamo davvero della Quercetina?
Dietro questo nome si nasconde una storia fatta di biodiversità, estratti vegetali e scelte formulative.
1. La Quercetina è una sostanza prodotta naturalmente dalle piante
La Quercetina appartiene alla famiglia dei flavonoidi, un gruppo molto ampio di composti fitochimici naturalmente prodotti dalle piante.
Queste sostanze organiche naturali sono presenti in numerose specie, dove contribuiscono alle strategie di adattamento della pianta nei confronti dell'ambiente esterno.
2. Il nome Quercetina deriva dalla quercia
Una curiosità riguarda proprio l'origine del suo nome.
Il termine "Quercetina" deriva dal latino Quercus, cioè quercia. Il composto fu infatti identificato per la prima volta studiando alcune specie appartenenti a questo genere botanico.
Oggi sappiamo che la Quercetina non è presente solamente nelle querce, ma in numerose specie vegetali appartenenti a famiglie botaniche differenti.
La sua diffusione nel mondo vegetale è infatti molto ampia: si trova in frutta, ortaggi, foglie, semi e altre parti della pianta.
3. La quantità di Quercetina negli alimenti può variare notevolmente
La Quercetina è naturalmente presente in molti alimenti che fanno parte della nostra. tradizione alimentare.
Tra le principali fonti troviamo: capperi, cipolle (soprattutto quelle rosse), mele, uva rossa, agrumi, frutti di bosco, broccoli, sedano, radicchio e tè verde.
Tra gli alimenti comunemente consumati, i capperi sono considerati una delle fonti naturalmente più ricche di Quercetina.
Tuttavia, il contenuto di questo flavonoide non è fisso: può cambiare in funzione della specie vegetale, della varietà, delle condizioni di coltivazione, dell'esposizione alla luce, del grado di maturazione e delle modalità di conservazione e preparazione.
Questa variabilità è una caratteristica di molti composti presenti negli alimenti vegetali.
4. La Quercetina si concentra soprattutto nelle parti esterne della pianta
Molti composti organici naturali prodotti dalle piante si trovano in quantità maggiore nelle parti più esposte all'ambiente, come bucce e foglie.
Questo perché queste zone rappresentano l'interfaccia tra la pianta e il mondo esterno.
Per questo motivo, quando possibile e nel rispetto delle corrette pratiche di sicurezza alimentare, scegliere vegetali integri può contribuire a valorizzare il profilo nutrizionale complessivo degli alimenti.
Una dieta varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, permette naturalmente di introdurre numerosi composti caratteristici del mondo vegetale, tra cui flavonoidi come la Quercetina.
5. Negli integratori la Quercetina viene ottenuta attraverso estratti
vegetali selezionati
La presenza della Quercetina negli alimenti rappresenta il suo legame più naturale con la nostra alimentazione, ma negli integratori alimentari viene utilizzata attraverso un percorso differente.
La Quercetina destinata agli integratori viene generalmente ottenuta da materie prime vegetali selezionate e sottoposte a processi di estrazione e standardizzazione.
Questo permette di ottenere formulazioni nelle quali il quantitativo di Quercetina è definito e chiaramente indicato in etichetta.
La differenza tra alimentazione e integrazione non riguarda la natura della molecola, ma il modo in cui viene assunta: gli alimenti forniscono naturalmente una varietà di sostanze vegetali, mentre un integratore consente di apportare un quantitativo preciso di uno specifico ingrediente.
6. La fonte botanica della Quercetina può cambiare: Dimorphandra mollis e Sophora japonica
Un aspetto poco conosciuto riguarda l'origine botanica della Quercetina utilizzata negli integratori.
La molecola di Quercetina è la stessa, ma la pianta da cui viene ottenuta può essere differente.
Tra le fonti vegetali più conosciute troviamo la Sophora japonica, oggi classificata botanicamente come Styphnolobium japonicum, una specie appartenente alla famiglia delle Fabaceae tradizionalmente utilizzata come materia prima vegetale ricca di flavonoidi, tra cui Rutina e Quercetina.
Un'altra fonte vegetale utilizzata per ottenere Quercetina è rappresentata da Dimorphandra mollis, una pianta originaria del Brasile appartenente anch'essa alla famiglia delle Fabaceae.
La particolarità di Dimorphandra mollis è legata al suo naturale contenuto di Quercetina, presente soprattutto nei frutti, che possono essere utilizzati come fonte per ottenere estratti destinati alla formulazione di integratori alimentari.
La scelta della specie vegetale rappresenta quindi un elemento importante nello sviluppo di un integratore: non conta soltanto quale ingrediente viene utilizzato, ma anche la sua origine botanica e il percorso che porta dalla pianta all'estratto.
Nel caso dell'integratore Quercetina Erbamea, la formulazione utilizza Quercetina ottenuta da Dimorphandra mollis e fornisce 200 mg di Quercetina in ogni capsula vegetale.
Quercetina: dalla fonte naturale all'integratore di qualità
La Quercetina è un flavonoide naturalmente presente in numerosi alimenti di origine vegetale.
Dalla pianta all'integratore esiste un percorso fatto di selezione botanica, estrazione e standardizzazione, elementi che contribuiscono a definire le caratteristiche di una formulazione.
Una dieta varia ed equilibrata rimane la base per assumere naturalmente numerosi composti vegetali. Gli integratori alimentari possono rappresentare una scelta pratica per chi desidera inserire nella propria routine un apporto definito di ingredienti selezionati.
Per questo, nella scelta di un integratore di Quercetina, è importante valutare non solo il nome dell'ingrediente, ma anche la qualità della materia prima, la trasparenza della formulazione e le caratteristiche che rendono ogni prodotto unico.
Dr. Andrea Cima - Farmacista e specialista in Ricerca e Sviluppo - Erbamea







